L'anello di velocità: storia di un tracciato leggendario

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Nel 1955 viene soppresso lo storico anello di velocità, sostituito con una nuova sopraelevata. Altre due novità vengono svelate: la famosa "curva parabolica" e il guard-rail.

Per Monza il 1955 è un anno importante. Dal punto di vista tecnico il tracciato vive grandi rinnovamenti. La leggendaria sopraelevata costruita nel 1922 viene definitivamente dismessa e, raccontando il suo pensionamento, ne ricordiamo qui le particolarità.

Un tempo i circuiti avevano poche curve, ma con inclinazioni molto elevate per permettere di raggiungere altissime velocità: un vero e proprio spettacolo per il pubblico. Grazie al suo primo anello di velocità, l'autodromo di Monza è stato importante terreno di studio per il raccordo fra rettilineo e curve.

Dismessa una sopraelevata, se ne fa un'altra. Nel 1955 viene infatti progettato un anello di velocità nuovo di zecca che ripristina l'originaria lunghezza del circuito di 10 km e resterà in funzione fino al 1969. Costruito sulla falsa riga del primo - ma in cemento armato anziché su terrapieno – le sue curve vengono calcolate per una velocità massima teorica di 285 km/h.

A proposito di curve, lo stesso anno viene inaugurata la cosiddetta "curva parabolica", ossia l’ultima svolta prima del rettilineo del traguardo, destinata a diventare molto importante. Percorrerla bene e il più velocemente possibile permette infatti ai piloti di ottenere un buon tempo in due diversi giri: quello che si conclude e quello che comincia.

Infine, il 1955 è l'anno in cui sul nuovo anello di velocità di Monza viene sperimentato per la prima volta il guard-rail: una barriera in materiale metallico per contenere i veicoli all'interno della strada in seguito a uno sbandamento. È solo dopo questo test che il guard-rail verrà introdotto anche sulle strade pubbliche per ridurre il numero di incidenti mortali.