Le sperimentazioni italiane nei cieli di Libia

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Fra 1911 e 1912 si combatte in Libia la guerra italo-turca: lo scenario si presta ad alcune sperimentazioni nell'ambito dell'aeronautica militare (e non solo).

La guerra italo-turca in Libia, combattuta fra il 1911 e il 1912, diventa un terreno di sperimentazioni nell'ambito aeronautico. Del resto, per quanto riguarda il mondo del volo, siamo negli anni d'oro delle imprese pionieristiche. I primi stabilimenti per costruire aerei stanno sbocciando: le nuove macchine volanti vanno testate, dunque i primi esperimenti di volo prendono quota. In Libia i test si fanno direttamente sul campo.

Il 23 ottobre 1911 il capitano Carlo Maria Piazza compie il primo volo di guerra nella storia dell'aviazione. Si tratta di un volo di ricognizione sui cieli di Azizia, in Tripolitania, a bordo di un Blériot XI. Di lì a pochi giorni arriva anche il primo bombardamento aereo, effettuato da un velivolo Etrich Taube. È il 1 novembre 1911 ed è il tenente Giulio Gavotti a sperimentare per primo questa nuova offensiva. Gli obiettivi sono Ainzaro e l'oasi di Tagiura, ma l'azione causa più spavento che danni.

L'anno successivo Piazza e Gavotti sono di nuovo pionieri di un'altra operazione in volo, questa volta meno aggressiva. Si tratta del primo volo notturno, effettuato il 4 marzo con il favore di una notte serena e ben illuminata dalla luna. Sempre nel 1912, ancora in Libia, Guglielmo Marconi compie il primo esperimento di radio-ricezione a bordo di un aeroplano.

La guerra italo-turca diventa anche l'occasione per costituire il primo Battaglione Aviatori. Viene fondato il 27 giugno 1912 sotto l'egida dell'Ufficio d'Ispezione dei Servizi Aeronautici. Nel mese di luglio il Battaglione Aviatori passa sotto il controllo dell'Esercito, con sede a Torino. Il primo vero corpo aeronautico verrà però istituito il 20 novembre dello stesso anno.