A ogni aeroplano, il suo soprannome

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"Facocero", "Suocera", "Gobbo maledetto", "Mamma aiuto" sono solo alcuni degli strani soprannomi affibbiati agli aerei da guerra secondo una particolare tradizione.

Non tutti sanno che gli aerei, specialmente in ambito militare, sono spesso chiamati con nomignoli e soprannomi. Alcuni di questi sono legati a tradizioni proprie delle case costruttrici: la Grumman, per esempio, è solita dare nomi di felini ai propri velivoli. Un esempio è l'F6F Hellcat, letteralmente "gatto infernale", sebbene si presti a un gioco di parole dato che hellcat, in slang, significa anche "suocera". La McDonne, invece, si distingue per la scelta di nomi nell'ambito dell'occulto: F2H Banshee, F3H Demon, F4 Phantom sono solo allcuni esempi.

Anche la forma stessa dei velivoli è stata spesso fucina di creatività. Lo Junkers J1, per esempio, era chiamato "Asinello di latta" per la forma sgraziata, compensata però da una struttura metallica molto innovativa. Il FIAT G91 risultava "formoso" e per questo era chiamato dai tedeschi "Gina", con riferimento a Gina Lollobrigida. Il Fairchild A10, invece, era un aereo anticarro americano soprannominato "Warthog", cioè "facocero". La forma posteriore dell'abitacolo, unita all'audacia dei suoi piloti, valsero invece al Savoia Marchetti SM79 il soprannome di "Gobbo Maledetto" da parte degli inglesi.

L'SM79 non fu il solo Savoia Marchetti a ottenere un nome speciale. Una seconda versione del velivolo, utilizzato per la gara Istres-Damasco-Parigi, fu soprannominato "Sorci Verdi". La gara fu infatti vinta dai 3 aerei italiani e il soprannome nacque dallo stemma sulle fusoliere, diventato poi sinonimo di "far vedere cose inimmaginabili". Infine, il Savoia Marchetti SM82 è noto come "Marsupiale" grazie alle sue capacità di carico.

Talvolta i soprannomi potevano ricalcare particolari capacità, temute o ammirate dagli avversari. Il primo caccia monoplano tedesco operativo durante la prima guerra mondiale, dotato di mitragliatrice sincronizzata, venne chiamato "Flagello dei Fokker" dagli inglesi per la sua superiorità tecnica. Per contro, il primo monocaccia americano fu soprannominato "Peashooter", "sparapiselli", per il mirino di tiro che somigliava a una cerbottana.

Molto famose nell'immaginario sono le "Fortezze Volanti", cioè i Boeing B17 americani: i bombardieri strategici della seconda guerra mondiale, chiamati così da un giornalista non appena vide il primo esemplare. Il nomignolo fu fortunato: il modello successivo, il B29, seguì la tradizione con il soprannome di "Superfortress".

Non manca, come del resto abbiamo già visto, qualche soprannome sarcastico. Come non citare il "Mamma aiuto", l'idrovolante da ricognizione e soccorso in mare Cant Z.501, chiamato così dagli equipaggi degli aerei abbattuti. Oppure il "Peacemaker": contrariamente al significato di "fabbricatore di pace", l'aereo in questione era un bombardiere a lungo raggio nucleare costruito durante la guerra fredda.

E a proposito di nucleare, è passato tristemente alla storia anche il nome dell'aereo che sganciò la prima bomba nucleare su Hiroshima. Quel Boeing B29 fu battezzato direttamente dal pilota Paul Tibbets con il nome della madre, Enola Gay, ed è tuttora esposto allo Smithsonian Museum di New York.