Il circuito di Monza comincia a rinnovarsi (nonostante la guerra)

monza 1940 circuito

Negli anni '30, mentre soffiano venti di guerra, cominciano una serie di lavori che cambieranno il volto del circuito di Monza.

Per il circuito di Monza gli anni '30 sono un periodo particolare. Per ragioni politiche le gare motociclistiche vengono trasferite a Roma, presso il circuito Littorio. Quando tornano a Monza nel 1936, in barba alle alleanze politiche, le Moto Guzzi 250 dominano di gran lunga sulle tedesche DKW e BMW.

Nel frattempo il circuito comincia a modificarsi. Lo spettacolare anello di alta velocità costruito nel 1922 viene in parte chiuso. La causa è un incidente avvenuto nel 1932 sulla curva sopraelevata sud a causa di una macchia d'olio sull'asfalto. Il bilancio è pesante: i tre piloti Campari, Borzacchini e Czaykowski perdono la vita.

L'episodio porta quindi a un ripensamento globale del tracciato originario. I lavori cominciano nel 1938 e lo riducono di quasi 4 km. Le curve sopraelevate vengono demolite e la pista viene modificata spostando in avanti la curva del Vialone. Da qui le vetture non si sarebbero più immesse nel viale centrale del Parco bensì sul nuovo rettifilo centrale parallelo al precedente, ma più lungo. Al termine di questo, due nuove curve a gomito sarebbero sfociate nel rettilineo d'arrivo.

I venti di guerra iniziano a soffiare e negli anni del conflitto il circuito di Monza viene usato per tutto fuorché per le corse. Diventa rifugio per gli archivi del Pubblico Registro Automobilistico, per gli uffici dell'Automobile Club di Milano e anche per animali feroci sfollati dal giardino zoologico. Infine, negli anni successivi alla guerra, viene utilizzato come deposito di automezzi militari e residui bellici.

Bisogna aspettare il 1948 per lo sgombero e la ripresa dell'attività agonistica. Come tradizione, una volta avuto il via libera, tutto avviene a tempo di record: due mesi di lavori per ripristinare il tracciato e Monza è di nuovo pronta a far sognare.